Disabilitare le estensioni di Safari per MacOs

Come tutti i browser, anche Safari per MacOS utilizza delle estensioni per ottenere delle funzioni aggiuntive. Queste sono specialmente utili quando magari abbiamo bisogno d’un piccolo pulsante in più o forse vi è la necessità di prendere un piccolo spazio per appunti ed altre faccende simili. Quelle che una volta chiamavamo Plug-ins, insomma, sono indispensabili per una navigazione serena e ben ottimizzata. Leggi tutto

JavaScript in Chrome

La rete è composta di tanti, piccoli accessori che rendono la navigazione più vivibile. Con il tempo abbiamo avuto la buona idea di rimuovere l’eccesso, magari adottando anche scelte di Design sempre più semplici e dirette.

Ma ci sono sempre quelle piccole parti dei siti web che forse è sempre bene rimuovere dalla nostra parte, così da renderci più sicuri o più veloci. Quel di cui stiamo parlando oggi è lo JavaScript.

Cos’è lo JavaScript? Da non confondere con il vecchio Java, ormai non più utilizzato come Plug-In per la grandissima parte della rete, lo Javascript è universalmente utilizzato come linguaggio di programmazione per attivare le varie parti interattive d’un sito. Questo include le pubblicità (rendendo così un pochino evidente su come si basano le varie meccaniche di estensioni come gli Adblock) e per estensione anche tutte le funzionalità automatiche e “comode” d’un servizio. Ad esempio, la pagina Home di Facebook permette di aggiornarsi in automatico proprio grazie ad uno Javascript.

In Chrome, il controllo dello Javascript è importante per diverse ragioni. Prima di tutto, può essere reso come selettivo, bloccando e permettendo l’accesso ai siti decisi da noi. Ma si può anche bloccare in maniera definitiva il tutto.

Vediamo quindi come si possono ottenere tutti questi risultati:

Per prima cosa, aprite le impostazioni di Chrome. Le impostazioni relative allo Javascript si trovano sotto le impostazioni relative ai siti. Difatti all’interno è presente una funzione chiamata “Javascript”.

Se avete delle difficoltà a raggiungere il posto giusto, potete digitare quest’indirizzo:

Chrome://settings/content/javascript

Ciò vi porterà direttamente alla funzione di Javascript.

Adesso in questa sezione avete tre scelte separate. Potete disattivare globalmente il Javascript oppure scegliere dei siti preferenziali che possono sfruttarlo in maniera esclusiva (anche se lo Javascript è disabilitato) oppure organizzare una lista di siti con contenuti Javascript perennemente bloccati (anche se lo Javascript è attivo).

Alternativamente, potete bloccare Javascript in maniera locale tramite gli Strumenti per gli sviluppatori.

Premete le combinazione CTRL+SHIFT+I.

Ciò aprirà gli strumenti. Premete quindi CTRL+SHIFT+P – questo aprirà una riga nel quale è possibile ricercare alcune funzioni dirette. Scrivete “Javascript” e fra le funzioni apparirà una da Debugger, relativa alla disattivazione dello Script. Questo avrà solo effetto nella pagina attualmente aperta.

Archivio in windows: senza programmi!

Quando si vuole archiviare qualcosa su Windows, bisogna prendere le necessarie misure per farlo in maniera semplice ed ordinata. Uno dei mezzi possibili per creare un archivio avviene tramite la compressione dei files, qualcosa che molti troveranno familiare visto che l’uso di programmi come Winrar, 7-Zip e WinZip è ancora estremamente popolare.

Eppure, molti ignorano che Windows può attualmente darci una mano quando non abbiamo nessuno di questi programmi a disposizione.

Certo, è nella conoscenza comunque che questo sistema operativo può operare i normali archivi Zip – in fondo in mancanza di altri programmi, può aprirne tranquillamente – ma le sue operazioni vanno ben oltre la semplice lettura. Windows è infatti capace di creare archivi ZIP senza alcun apporto.

Vediamo quindi come creare un file Zip usando esclusivamente Windows, usando come base Windows 10 (ma tenete conto che potete usare anche sistemi operativi più vecchi):

Per prima cosa, cercate il contenuto che volete comprimere. Questo può essere una cartella o un insieme di files. Una volta che avete trovato ciò che desiderate portare in un file ZIP, selezionatelo e premete il tasto destro.

Nelle scelte a disposizione, passate a “Invia a…” e fra le scelte a disposizione sarà presente una chiamata “Cartella compressa”.

L’operazione sarà completamente automatica: una volta finita la compressione, comparirà un file ZIP. Potete aprirlo cliccandoci un paio di volte sopra (viene aperta come una normale cartella) oppure potete estrarla tramite il tasto destro. Se ci trascinate altri file all’interno, verranno aggiunti automaticamente senza conferme.

Ora siamo onesti: questo è uno strumento atto più per le emergenze, nel quale non potete avere alcun accesso ad un programma come Winrar o 7-Zip. La compressione integrata di Windows 10 è fra le più deboli sul mercato, perciò non è ugualmente una soluzione adeguata per conservare tutti i contenuti necessari. Ma quando non c’è nulla di meglio sul proprio PC, fa proprio al caso dell’utente

CD e DVD: attenti al Bit Rot.

Vi sarà capitato di farlo molti anni fa: masterizzare CD sembrava un lusso nei primi anni 90, ma pian piano vi è stato un boom nel quale si sono visti esplodere migliaia di dischi masterizzati in tutti i gusti e formati.

In fondo le penne USB erano sia troppo piccole che anche molto costose, per questo si creava un disco anche per presentazioni o per passare un documento in giro. In fondo che male c’era? Costava poco e tutto quello che bisognava fare era di fare in modo di non graffiarli mai. CD e DVD sono praticamente indistruttibili vista la loro composizione, e l’erosione del tempo è praticamente inesistente. Oppure no?

Negli ultimi anni è stata resa evidente una verità del quale non tutti erano al corrente. Stiamo parlando del Bit Rot e di come questo sintomo sia comune in ogni tipo di disco presente sul pianeta. Non importa se avete masterizzato un CD ben 30 anni fa, oppure se avete prodotto un DVD giusto un paio d’anni fa. Qualsiasi disco è vulnerabile al Bit Rot.

Di che si tratta, esattamente? Si tratta di quella combinazione di fattori che possono portare all’erosione delle parti vitali del vostro disco. I fattori contribuenti possono essere:

  • Temperatura eccessiva. Dischi mantenuti in soffitta, o comunque in ambienti molto esposti al sole e poco freschi.
  • La luce del sole. I raggi UV possono danneggiare i dischi se questi ne vengono esposti direttamente, anche quando la parte utilizzata per la lettura non è riportata in quella direzione.
  • Umidità eccessiva. Anche se inizialmente non può riportare rischi eccessivi, un umidità troppo elevata può produrre danni fatali a distanza di qualche anno.
  • Qualità del disco e di masterizzazione. Alcuni dischi sono costruiti per essere più robusti, altri sono più economici per la loro qualità di costruzione. Il modo in cui sono stati masterizzati contribuisce anche alla durata del disco in totale.

Da come alcuni di voi sapranno, un disco CD/DVD è formato da diversi sottilissimi strati. Tutti contribuiscono a rendere il disco più resistente e compatto, come anche la qualità dell’inchiostro e la copertura utilizzata nella parte superiore (nel mentre quella inferiore, come ben sapete, contiene tutti i dati. Eccezion fatta per i Double Layer).

Man mano che passano gli anni però, questi strati tendono a distaccarsi fra di loro e corrodersi. Bisogna immaginare che già la perdita d’uno strato significa rendere un disco praticamente illeggibile con i normali metodi d’ogni giorno.

Quindi ecco i nostri consigli: effettuate sempre un backup dei vostri dischi. Fatene un file immagine (ISO) tramite il vostro programma di preferenza, e se necessario procuratevi un lettore “fresco” (anche uno USB va bene) così da ridurre i rischi di errori di lettura.

Se intendete masterizzare un CD, DVD o Bluray che va conservato per molti anni, oltre che rispettare ogni regola di conservazione (temperatura, umidità e così via) è importante scegliere un disco che sia d’una classe più elevata del normale, oppure qualcosa che sia denominato come “Lifetime Archival” o M-Disc. Questi sono DVD o Bluray creati appositamente per la conservazione a lungo termine.

La velocità di masterizzazione conta anche: più lento è, migliori saranno i risultati.

Navigazione in incognito: è anonima?

pandasecurity-incognito-browser-300x225 Navigazione in incognito: è anonima?Vi siete mai chiesti la navigazione in incognito fin quanto è anonima?
Beh cercheremo di spiegarvelo in questo breve articolo.

Se non si vuole finire nel mirino dei servizi che osservano la nostra navigazione, tutto quello che dobbiamo fare è aprire una scheda in navigazione privata (o Incognito, come detta Chrome) e tutto ciò che vedremo sarà mascherato al servizio o al sito stesso che stiamo visitando.

Oppure…non è veramente tutto così.

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Guida all’invio degli SMS in formato BULK con file CSV

ATTENZIONE! Il sistema di invio SMS Bulk è stato sostituito da un nuovo software proprietario, pertanto la seguente guida non è più valida!


Buongiorno, oggi vi spiegheremo come fare per inviare SMS in formato bulk tramite la nostra applicazione.

Innanzitutto bisogna creare un file CSV con i due campi che ci interessano: numero e testo dell’sms.

Per fare questa operazione, consigliamo di utilizzare sempre OpenOffice in quanto con Microsoft Excel spesso copiando i numeri, questi vengono modificati in automatico all’interno della casella, provocando problemi durante l’invio.

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