Anonymous attacca il social VKontakte

21 Marzo, Anonymous attacca ancora Putin in quello che è il suo cavallo di battaglia: la censura.

Si perchè tanti, giudicano gli interventi di Anonymous inutili ai fini della battaglia che si sta svolgendo a colpi di kalashnikov e missili ipersonici, ma all’occhio dei più esperti, gli interventi ad operano degli attivisti risultano più mirati di quanto possano sembrare.

La Russia ha avviato – già prima della guerra – azioni di propaganda, attraverso messaggi più o meno subliminali e fake news. Questa attività si è intensificata al punto che numerose piattaforme, tra cui Meta (nota ai più come Facebook) e Twitter, hanno dovuto o bloccare i messaggi oppure rendere evidente che la fonte della notizia fosse governativa o appartenente a soggetti collegati al governo russo, proprio per evidenziarne la natura propagandistica.

Il governo russo ha intensificato il controllo dei media, sia di quelli tradizionali sia di quelli legati alla rete, e Il 4 marzo la Duma ha varato una legge con cui si minaccia di punire la “copertura” della guerra all’Ucraina con sanzioni quali il lavoro forzato o la reclusione.

Anonymous sta giocando un ruolo importante nel conflitto. Dal 24 Febbraio, giorno dell’invasione Russia in Ucraina, Anonymous ha sferrato numerosi attacchi e ha violato più volte i sistemi russi ed ha annunciato di aver reso pubblici più di 360.000 documenti, ottenuti violando i sistemi dell’agenzia per la censura russa.

Dai “bollettini di guerra” di Anonymous si legge che da quando il collettivo ha dichiarato la “guerra informatica” alla Russia o meglio “a Putin”, Anonymous ha violato oltre 2500 siti Web di governi russi e bielorussi, organi di stampa statali, banche, ospedali, aeroporti, impianti nucleari, aziende e “gruppi di hacker” filorussi. Attacchi, per numero, senza precedenti. Sta anche rendendo pubblici gli indirizzi IP di numerose webcam sul territorio russo e bielorusso.

Hanno violato Il sito web del Ministero delle Emergenze della Russia e nella pagina principale sono apparsi collegamenti ipertestuali con le parole: “Non fidarti dei media russi – mentono”, “Informazioni complete sulla guerra in Ucraina” e “Il default della Russia è imminente”. Anche i siti web dei tribunali arbitrali in alcune regioni della Russia sono stati oggetto di un attacco nel quale è stato chiesto l’impeachment del presidente russo Putin e un suo processo alla Corte dell’Aja.

Sarebbero state prese di mira anche alcune corti della Siberia e dell’Estremo Oriente, attaccati anche i tribunali arbitrali dei territori di Primorsky, Krasnoyarsk e Khabarovsk, delle regioni di Novosibirsk e Kursk, di Mosca e di cinque regioni del Distretto Federale degli Urali. Lo stesso è stato fatto violando più volte emittenti televisive russe – tra cui ad esempio, “Russia 24”, “Channel 1”, “Moscow 24”, e i servizi di streaming Wink e Ivi – per avvisare la popolazione di quanto sta realmente accadendo in Ucraina.

 

In ultimo, ma non per importanza, è stato hackerato il social Vkontakte.

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Link account twitter Anonymous Operation: https://twitter.com/AnonOpsSE/status/1505766173945831424?t=O0LyZPJlHMde-6Fi0x3rhA&s=19

 

Dall’account ufficiale del social network sono partiti messaggi come: «L’esercito russo ha distrutto molte città pacifiche e infrastrutture civili. Decine di migliaia di civili sono rimasti feriti e più di 5.000, di cui 100 bambini, sono morti», «Nessuno dei compiti stabiliti dall’esercito russo è stato adempiuto: centinaia di unità di equipaggiamento sono state distrutte, decine di migliaia di soldati sono stati feriti, 560 sono stati fatti prigionieri e più di 11mila sono morti in Ucraina».