lead generation

Alla ricerca del lead perfetto..il mio target sei proprio tu!

Quanto conta il target nelle tue campagne di advertising e comunicazione? Puoi permetterti di snobbare, per non dire escludere categoricamente, determinati gruppi di persone dalle tue strategie?
Vediamo insieme un esempio di target che poi, non è tanto fine a se stesso.

Ricordo uno spot della Seat che recitava più o meno così: “A 20 anni hai cuore e fegato, ma non il cervello. A 50 anni hai il cervello e il cuore, ma non il fegato. A 30 hai cervello, cuore e fegato. Usali o li perderai”.

In sostanza, Seat esplicita chiaramente (almeno per chi si è soffermato ed ha analizzato in se lo spot pubblicitario) che il suo pubblico di riferimento sono i trentenni.. ma osa, e lancia una sfida anche ai ventenni ed ai cinquantenni.
I giovani avranno il cervello per farlo? E gli uomini maturi avranno invece il fegato per scegliere quest’auto? In poco più di trenta secondi, tutto quello che si può scrivere sull’importanza del target è stato condensato con forza.

Il punto è che fra molti imprenditori (e anche tra qualche agenzia e professionista di marketing) serpeggia sempre quel timore nella segmentazione del target. Non sto parlando di paura di sbagliare, ci mancherebbe. Ormai chi lavora nel marketing, specie in quello digital, ha gli strumenti per definire e segmentare il proprio pubblico di riferimento, eppure il rischio di precludere qualcuno, di giocarsi qualche chance fa sempre paura.

Questione di punti di vista. Seat ha scelto di guadagnare il più possibile investendo tutto sul proprio target di riferimento, senza sprecare nulla né affidarlo al caso. Lo ha fatto, come abbiamo visto in modo arguto, senza “offendere” gli esclusi, che poi esclusi non sono se scelgono di accettare la sfida.

L’approccio di massa è superato da un pezzo, questo è evidente. E definire il pubblico di riferimento per i propri prodotti/servizi non è una novità ma un imperativo per le aziende che vogliono attuare strategie di marketing vincenti.

Età, condizione economica, provenienza geografica ma anche preferenze sessuali sono solo alcuni dei più comuni parametri che si utilizzano per segmentare il proprio target di riferimento e individuare il lead perfetto. Ma fino a che punto sei disposto a spingerti per riuscirci?

Un altro esempio coraggioso che ricordo fu quello della Norvegian Airlines che, all’indomani della separazione tra Brad Pitt e Angelina Jolie pubblicò uno spot cartaceo che recitava semplicemente “Brad is single” per pubblicizzare i voli per Los Angeles in offerta. Naturalmente il target di questo spot è evidentemente femminile, tuttavia la leva forte resta il prezzo in offerta e, il claim non esclude in alcun modo uomini o anziani.

L’esempio di Seat, da questo punto di vista è più netto.

Un altro spot che mi viene in mente è molto vecchio e riguarda la cosiddetta pubblicità comparativa che fece la propria comparsa sui giornali quasi vent’anni fa o giù di lì. In questo caso, il guanto di sfida è lanciato contro Jaguar col predatore che scappa di fronte agli inconfondibili Angel eyes BMW.

Si tratta di azzardi calcolati, sfide ironiche ai diretti concorrenti. Ma quello di Seat è un inedito nel mondo dell’automobile. O almeno, non ricordo spot di automobili che abbiano puntato in modo così netto su un target precisissimo

A proposito, se tu ricordi qualche spot o hai altri esempi pertinenti ti va di condividerli con me e con gli altri lettori commentando questo articolo?

Tutti gli spot che ho menzionato in questo articolo, al di là del target, hanno qualcosa in comune. Coraggio, originalità, forza. Spesso, nella comunicazione e nel digital marketing gli imprenditori hanno paura di osare, di esagerare. Ma come hai notato, in questi spot non c’è una esagerazione ma una forte vena ironica (e autoironica) che strappa, insieme all’interesse, anche il sorriso di chi legge o ascolta.

Come diceva Albert Einstein: “La creatività è contagiosa. Trasmettila”.

 

Articolo 1 ME SOFT

Strategie di marketing: la pubblicità al giorno d’oggi.

La pubblicità è da sempre stata una delle componenti più importanti della comunicazione di cui l’azienda può disporre per lo sviluppo e il supporto alle proprie strategie di marketing.

Infatti la pubblicità è uno degli strumenti marketing più utilizzati per attirare l’attenzione dei clienti, senza la quale l’azienda non sarebbe in grado di sopravvivere. Fin dall’inizio dei tempi la pubblicità ha avuto un forte impatto visivo nella vita quotidiana.

È ritenuta corretta se fidelizza l’utente finale in base a principi civili e umanizzanti. Ma con gli anni la pubblicità si è evoluta, diventando essa stessa fonte di sostentamento aziendale. Se prima bastavano poche righe, qualche immagine e voilà il gioco era fatto, oggi non è così semplice.

Come detto prima la pubblicità si è evoluta, e con essa anche il modo di comunicare. Oggi la pubblicità ha le sue regole e i suoi studi ed è per questo che è necessario, anche in quest’ambito affidarsi a dei professionisti.

La pubblicità, se fatta con professionalità, può essere un’arma veramente efficace per emergere sul mercato e per distinguere il proprio prodotto o servizio da quello degli altri concorrenti. Per condurre una buona pubblicità, è necessario rispettare alcune regole:

  • Proporre al mercato un buon prodotto. Questo non significa che sia necessario avere i migliori prodotti o servizi sul mercato ma è importante che il consumatore abbia un’elevata qualità percepita. La qualità percepita differisce dalla qualità oggettiva perché è lo stesso consumatore a farsi un’idea sul prodotto o servizio propostogli e da quello valuterà tutto il vostro operato.
  • Condurre un adeguato studio del mercato e del target per poter comprendere chi potrebbe essere interessato al nostro prodotto o servizio offerto. Il consumatore infatti ha bisogno, di prodotti che vengono studiati e costruiti per lui e la pubblicità ha il compito di dare al prodotto o servizio un’identità in cui il potenziale consumatore possa rispecchiarsi e possa trovare la soluzione alla sua ricerca.
  • Affidarsi a professionisti del settore pubblicitario, infatti è importante perché un professionista tende a far fare il giusto investimento senza far spendere denaro inutile o poco redditizio, e poi riesce a capire la strategia marketing migliore per pubblicizzare quel determinato prodotto.

Con l’avvento dei social network il concetto stesso di pubblicità è stato rivisto e ridefinito, diventando, ancora più di prima, un’importante strumento di comunicazione.

Oggi la pubblicità passa tramite Google e Facebook. Inoltre condurre una pubblicità targettizzata aumenta il successo della campagna del 65% rispetto a una tipologia di pubblicità generica.

Altri studi affermano che la pubblicità influisce e modifica i nostri gusti.

Tramite i social oggi è possibile condurre pubblicità che sono in grado di amplificare in modo impressionate un messaggio lanciato apparentemente nel vuoto, raggiungendo il giusto target dell’attività che si vuole promuovere, in modo impareggiabile rispetto alle altre strategie marketing.

Ma facciamo attenzione e capiamo bene il concetto di pubblicità perché chi dice che la pubblicità fa aumentare le vendite sicuramente non è un professionista.

Il motto è,  contatti non vendite!

La pubblicità si occupa di creare un punto d’incontro tra l’azienda che vende i propri prodotti o servizi e i consumatori che ricercano consciamente o inconsciamente quel determinato prodotto o servizio.

Quindi sfatiamo il mito che la pubblicità serve esclusivamente ad incrementare le vendite in maniera netta e diretta.

La pubblicità, serve a far conoscere ed aumentare la visibilità del brand, imprimere negli utenti il proprio marchio e fidelizzare gli utenti con i prodotti o servizi offerti. E poi solo alla fine spingere l’utente all’acquisto del prodotto.

In un mondo dove la pubblicità ci bombarda da qualunque direzione, dove la nostra casella di posta elettronica è piena di pubblicità o sui nostri profili social non facciamo altro che visualizzare sponsorizzazioni, c’è ancora posto per la sana e “vecchia” pubblicità, quella che ancora ci tiene incollati sullo schermo del nostro smartphone solo per il semplice gusto di rimanere informarti sui nuovi prodotti o servizi offerti da un’azienda.